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Spagna: la sfida di RTVE con il “Benidorm Fest” è rafforzare il brand Eurovision nel paese

L’Instituto RTVE, centro di documentazione della tv spagnola, ha organizzato la conferenza “Eurovisión, el festival que quieres” (Eurovision, il festival che volete), dove sono emerse molte informazioni interessanti riguardanti il “Benidorm Fest”.

Oltre ad apprendere che la tv pubblica ha siglato un accordo con le autorità valenciane per organizzare 4 edizioni consecutive del Benidorm Fest, la capo delegazione Eva Mora ha dichiarato che il progetto è davvero di largo respiro.

Ana María Bordas, capo dell’intrattenimento per RTVE, ha confermato che sono state coinvolte fin da subito le case discografiche, spiegando loro cosa la tv pubblica ha in mente per Eurovision. Ad oggi già molte proposte sono pervenute e tutti sembrano molto soddisfatti del materiale arrivato.

La sfida numero uno per RTVE

Per Fernando Macías, coordinatore dei contenuti di Eurovisión per RTVE Digital, la principale sfida per la tv pubblica è superare le reticenze che manager e artisti affermati continuano ad avere rispetto ad Eurovision. La loro paura ricade sull’immagine che ha una parte del pubblico eurovisivo e sul dover mettersi in gioco in una competizione, essere giudicati.

Per questo motivo, gli organizzatori del Benidorm Fest eviteranno che i punteggi appaiano durante la gara.

Proclameremo il vincitore ma non faremo una classifica.

Fernando Macías, coordinatore dei contenuti di Eurovisión per RTVE Digital

Nelle due semifinali parteciperanno 6 artisti e solo 3 di questi accederanno alla finale. La votazione sarà equamente divisa con 50% giuria e 50% televoto. Risultati che saranno accessibili dopo le dirette, nello stile di trasparenza messo in campo da RTVE.

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Tutti gli invitati a “Eurovisión, el festival que quieres”

Errori di gestione

Tra gli invitati alla conferenza c’era anche un certo Nicola Caligiore, ex capo delegazione Italiano dal 2011 al 2019. A lui un commento sul perché dei fallimenti di tanti paesi ad Eurovision.

L’errore che commettono tanti paesi è quello di cambiare tutto ogni anno.

Nicola Caligiore

Per Caligiore, quindi, rivoluzionare il metodo di selezione ogni anno non porta ad alcun risultato concreto, se non disaffezionare il pubblico nazionale. E ha continuato ricordando che non esiste una ricetta per la canzone “eurovisiva”, ma che i risultati si portano a casa con l’autenticità della proposta.

Dal suo punto di vista, Ana María Bordas ha ricordato come RTVE voglia rafforzare il brand Eurovision durante tutto l’anno, creando contenuti e fidelizzando il pubblico.

Ci saranno i big della musica spagnola?

Per rafforzare l’impatto che il Benidorm Fest potrebbe avere sul pubblico spagnolo, RTVE non ha mai fatto mistero di puntare sui big della musica spagnola. Sono arrivati a fare i nomi di Aitana, Pablo Alborán e Rosalía. Per Fernando Macías è chiaro come “negli altri paesi sono i grandi cantanti a voler partecipare”.

I rappresentanti della tv pubblica hanno anche ricordato che nel panel che selezionerà i 12 partecipanti vi sono 3 nomi importanti dell’industria musicale: J Cruz, Tony Sánchez-Ohlsson e Zahara.

E tornando sulla lingua utilizzata “non devono essere necessariamente in spagnolo (castigliano). Potrebbero essere interessanti anche in catalano, euskera o galiziano.”

Fonte: Formula TV