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Intervistato e fotografato da Rromir Imami per il portale rivolto agli albanesi residenti in Svizzera Albinfo.ch, il rappresentante della Svizzera all’Eurovision Song Contest 2020 e 2021 Gjon’s Tears si racconta svelando i suoi progetti futuri.

Dalla passione (segreta) per il piano alle esibizioni in pubblico

Gjon ha iniziato a suonare il piano a soli 7/8 anni. All’inizio si trattava di un rapporto intimo, segreto e solitario tra lui e lo strumento e dato il carattere introverso del friburgese, l’idea di cantare in pubblico era ben lontana.

La svolta arriva grazie al nonno Hamidi, che dopo averlo sentito suonare gli chiede di cantare una canzone per lui. Gjon accetta ed inizia a cantare la canzone di Elvis Presley Can’t help falling in love with you.
Durante l’esibizione dà un piccolo colpo d’occhio al nonno che vede piangere commosso. In quel momento capisce che con la sua voce può raggiungere l’anima delle persone. Lì Gjon prende il coraggio di rendere pubblico qualcosa che era stato intimo e personale, e inizia a cantare per gli altri.

Le esperienze coi talent e la scelta di non pubblicare un album

Dopo aver scoperto il suo talento, il nonno lo fa partecipare alla trasmissione albanese “Ti vlen”(Tu vali ndr.) e come ospite canta la canzone albanese “Moj e bukura more“.

Quella esperienza è stata totalmente nuova per me. Senza alcuna preparazione ho cantato, ma non ero soddisfatto della mia performance. Mi sono promesso allora di non partecipare più ad un evento pubblico.

Ma non è un abbandono definitivo. Gjon’s Tears, seppur giovanissimo, è consapevole che è ancora musicalmente acerbo, e che ha bisogno di tempo per prepararsi al meglio per l’esibizione dal vivo. Inizia ad ascoltare tanta musica di artisti come Whitney Hustone e Cèline Dion. Nel frattempo gli organizzatori della prima edizione di Albania’s Got Talent, dopo averlo sentito cantare Moj e bukura more, lo invitano come concorrente al programma.

Questa volta si presenta però con una canzone in francese, lingua ovviamente a lui più vicina musicalmente. Canta Belle Notre-Dame de Paris, davanti ai 3 giudici Rovena Dilo, Altin Basha e Armend Rexhepagiqi. Rovena Dilo, in particolare, gli fa notare di come non cantasse come un bambino, ma come un adulto con la voce di un bambino. In semi finale canta Je t’aime, di Lara Fabian che gli porta popolarità nel paese, tanto da essere riconosciuto e salutato tra le strade di Tirana. 

Quel momento è stato speciale per me. Mi sono reso conto di sapere che volevo cantare davanti agli altri.

Dopo il successo in Albania, Gjon’s Tears partecipa anche all’edizione svizzera e francese dello stesso programma. Esperienze che gli hanno permesso di crescere e di conoscere l’industria musicale. Riceve persino una proposta dalla SONY, che però rifiuta.

Ho capito che non ero pronto tecnicamente. Non avevo ancora un’identita, uno stile e una voce musicale, così ho rifiutato tutte le offerte e le partecipazioni ad altri concorsi con l’obiettivo di concentrarmi sulla mia crescita e la mia musica. Ho ascoltato per 6/7 anni musica di tanti generi diversi, cercando di capire come imitare le varie voci. Ho proseguito allo stesso tempo a frequentare i corsi di canto.

L’arrivo all’Eurovision

@Rromir Imami

Dopo la partecipazione al programma francese The voice, nel 2019, Gjon’s Tears riceve varie proposte, tra cui quella di partecipare all’Eurovision, che però rifiuta inizialmente per potersi concentrare sulla sua musica e sui concerti.

Il duo svizzero Aliose, lo invita però ad un writing camp a Ginevra, senza però svelargli subito lo scopo del campo, che era quello di creare una entry per il contest eurovisivo.

Gjon vi partecipa ed in un solo giorno, con la melodia già in testa, assieme al duo realizza il brano Répondez-moi. Diverse versioni del brano vengono realizzate, e quella definitiva viene valutata e votata da una giuria composta da centinaia di persone fino ad essere selezionata per l’Eurovision 2020.

Il brano, come aveva raccontato anche a noi nella nostra intervista, parla soprattutto di origini. Un tema a lui vicino, poiché da piccolo gli è stata posta più volte la domanda su dove provenisse, dato lo strano nome che ricorda l’inglese John, ma è scritto in maniera totalmente diversa in Gjon.  

Una domanda che l’ha inseguito per molto tempo, anche se al contrario per lui non è mai stato importante specificare la propria provenienza.

Alcune volte, a chi mi chiedeva delle mie origine e da dove venissi, mi veniva voglia di rispondere “vengo da mia madre!”
Per me era importante sapere di essere svizzero, ma con origini albanesi. Credo che questo mio multiculturalismo sia una ricchezza insostituibile.

Dopo essere stato riconfermato per la nuova edizione dell’Eurovision 2021, Gjon’s Tears sta lavorando al nuovo brano, ed ovviamente la pressione di creare un’altra canzone promettente è alta.

Con la nuova canzone voglio dimostrare di non sapere fare soltanto una cosa. Stiamo cercando di creare stili differenti ed effetti diversi per vedere quali risultati posso raggiungere. Ho saputo sin da subito che avrei voluto rischiare, sono giovane e non ho paura delle conseguenze.

Assieme al suo gruppo The Weeeping Willows, sta lavorando ad un nuovo album, mentre allo stesso tempo la band è alla ricerca di un’etichetta che li produca.

L’album sarà probabilmente in francese. Ho valutato un’offerta dall’Albania, ma credo di dover debuttare in francese che è la seconda lingua più ascoltata dopo l’inglese. Questo non vuol dire che non rifletterò sulla possibilità di fare qualche cosa anche per il mercato albanese.

Fonte: albinfo.ch

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