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Con la tanto agognata vittoria di Helena Paparizou, la Grecia finalmente ha la possibilità di organizzare in casa l’Eurovision Song Contest. Ed essendo ancora fresca di giochi olimpici (2004) la scelta ricade automaticamente su Atene.

Il tema dell’edizione 2006 è Feel the Rhythm e ed il palco dell’Eurovision Song Contest si ispira in modo abbastanza naturale ai teatri greci.

A presentare sarà il bellone di casa Sakis Rouvas, coadiuvato da Maria Menounos, una presentatrice americana di origine greca molto conosciuta (ma chi?). Inizialmente circolava anche il nome di Jennifer Aniston (i nonni paterni si chiamano Anastassakis, poi americanizzato) ma alla fine è sfumato tutto (voleva solo soldi?).

A partecipare saranno 37 paesi. Fa il suo ingresso per la prima volta l’Armenia, ma allo stesso tempo esce la Serbia e Montenegro. Questa uscita ha sollevato molto polverone perchè la selezione mista tra Serbia e Montenegro ha ricalcato le tensioni interne al paese e che di li a poco hanno portato alla separazione tra le due repubbliche e alla loro conseguente indipendenza.

Ma arriviamo al dunque. Cosa ci ha riservato la vincitrice del 2005? Helena Paparizou ci ripropone la sua My Number One, ma aggiunge anche il suo nuovo spumeggiante singolo Mambo (già pluripremiato in patria).

E le esibizioni top e flop? Eccole servite.

Andorra

Un po’ Crazy Horse, un po’ taglie forti di Elena Mirò. Ma anche molto sfilata di intimo femminile, cosa abbastanza inutile e fuori luogo vista la fan base dell’Eurovision Song Contest. E infatti Andorra per l’ennesima volta non arriva alla finale.

Islanda

Tutto talmente trash da fare il giro e diventare iconico. Glitter e paillettes come piovessero, ballerini, cambi d’abito, piume. Ma soprattuto testo sconclusionato e irriverente (Hello, is it God? What’s up dog?).

Belgio

Grande favorita dei fan, doveva vincere ed esce con le ossa rotte. Kate Ryan riesce a pasticciare in può ovunque: vestito, coreografia e note finali. Dite quello che volete ma per me rimane sempre uno dei migliori pezzi pop di quell’anno. E il metodo di votazione della semifinale l’ha chiaramente penalizzata.

Spagna

Momento Urlo! Vi ricordate Aserejé? Ecco quelle disgraziate delle Las Ketchups sono tornate direttamente per l’Eurovision Song Contest e si sono pure portate appresso la quarta sorella (ma quante sono???). Colpo di genio, essendo loro Ketchup perchè figlie del chitarrista flamenco El Tomate, pensano di cantare Bloody Mary. La canzone per quanto apparentemente stupidina, si rivela invece un arguto insieme di giochi di parole. Semplicemente GENIALI ed incomprese.

Croazia

Altro momento in cui si vola altissssssimo. Severina si presenta ad Atene con la sua nomea di femme fatale, e i suoi video a tinte forti famosi in tutti i balcani. E nella sua performance non ci delude affatto. A metà canzone rimane già in mutande. Apprezziamo il fatto che almeno questa volta le portasse.

Turchia

Tripudio di stelle, Sibel Tüzün con il suo pezzo pop dalle note etniche turche ci ricorda che siamo tutti Superstars, baby. Io sono ancora stregato dal balletto a forma di stella. (Fun fact: uno dei ballerini -non sappiamo quale- pare abbia consolato Kate Ryan per la mancata qualificazione in finale)

Grecia

Padrona di casa e non sfigura affatto. Decide di richiamare una superstar ellenica del calibro di Anna Vissi. Una che vanta 48 awards tra penisola ellenica e balcani, con milioni di dischi venduti e due presenze eurovisive (1980 e 1982). Lei ed il marito preparano un ballatone che lei interpreta in modo magistrale. Un nono posto che davvero non capiamo. Sottovalutata.

Ucraina

Tina Karol vince la selezione ucraina con “I am your queen”. Poco dopo la tv ucraina si accorge della cappellata cantonata presa e cambia in corsa la canzone trasformandola in “Show me your love”. Arricchita di elementi etnici, costumi tradizionali rivisitati e un ballo tarantolato. Tutto tremendo!

Svezia

Dopo Anna Vissi un nuovo gradito ritorno ad Eurovision, quello della beniamina svedese Carola. Lei si è già portata a casa la vittoria a Roma nel 1991 ed un terzi posto nel 1983. Questa volta sarà quinto posto con un pezzo pop che riassume molto bene tutto il meglio dello schlager svedese. Campane, bandiere svolazzanti e soprattutto ventilatori. Invincible davvero.

Romania

L’Italia non partecipa all’Eurovision Song Contest ma ci pensa la Romania a portare un po’ di italiano al contest. I gorgheggi di Mihai Traistariu su un testo italiano un po’ approssimativo ma pompati di musica dance trascinano tutto il pubblico a casa. Che chiude un occhio su un outfit e coreografia male assortito e lo portano al terzo posto. Tornerà? (spoiler: ci proverà altre 2 volte ma il pubblico romeno lo scarterà, ingrati!)

Russia

Qui si capisce già che Dima Bilan non va all’Eurovision Song Contest per partecipare ma per vincere. Ci sta solo anticipando di un paio di anni il suo assoluto trionfo. Per arrivarci non si risparmia nulla: ballerine in tutu, pianoforti con effetti sorpresa. mutande a vista e un po’ birichine. Tutto è lecito per far vincere mamma Russia. Ma alla fine non basta. Almeno nel 2006.

Finlandia

La vittoria che non ti aspetti e che non capisci. Una canzone dimenticata già il giorno dopo, ma una performance talmente assurda da rimanere negli annali. Un gruppo rock mascherato da mostri in decomposizione che canta di Rock, santi ed apocalisse. Io ancora non me lo so spiegare come abbiano potuto vincere, ma tant’è.

Ci vediamo settimana prossima per una mostruosa edizione ad Helsinki.