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Alla sua seconda partecipazione all’Eurovision Song Contest, la Serbia si ritrova ad organizzare a casa propria la prima edizione con due semifinali.

Il percorso organizzativo susciterà parecchi dubbi all’interno dell’EBU, visto il grande sforzo economico richiesto per l’organizzazione. Alla fine tutto si risolve per il meglio e la Belgrade Arena accoglierà 43 paesi. Fanno il loro ingresso infatti Azerbaijan e San Marino.

Il tema di quest’anno sarà “Confluence of Sound” dove in una chiave di violino si uniranno i colori rosso e blu che rappresentano i due fiumi di Belgrado (Sava e Danubio)

Le due semifinali sono composte da 19 paesi ciascuna. I primi 9 classificati con il televoto accedono alla finale, più una canzone scelta (con parecchie polemiche allegate) dalle giurie.

Ma veniamo alla nostra solita carrellata di successi (e non).

Svizzera

Reduce da un sesto posto al festival di Sanremo, a rappresentare il suo Canton Ticino ci troviamo Paolo Meneguzzi. Canzone molto debole ma performance ancor più scarsa. Non tanto dal punto di vista vocale, ma proprio visivo. Meneguzzi abituato all’Ariston è chiaramente in difficoltà durante le prove. Il team svizzero finisce per buttarla in vacca e metterci una pioggia di fuochi d’artificio. NON era stupendo. E addio finale.

Germania

La Germania punta sulla reunion delle No Angels, girl band formata attraverso il talent Pop Stars nel 2000. La canzone banale è letteralmente violentata da queste quattro disgraziate vestite di tulle (e ci fa tornare con la memoria alle loro colleghe italiane Lollipop a Sanremo 2002). Non beccano una nota e si muovo male. Non arrivano ultime solo grazie ai 12 punti bulgari (una di loro è di origine bulgara).

Svezia

Miracolata dalle giurie nella seconda semifinale (quando in realtà sarebbe stata tredicesima), Charlotte Perrelli si ripresenta ad Eurovision dopo la sua memorabile vittoria del 1999. La canzone è un perfetto esempio di schlager svedese. Costumi, mosse studiate, key change. Nonostante il diciottesimo posto (ma davvero??) continua ad essere una fan favourite e crea torcicolli ad ogni festa (vedere al minuto 2:20).

Islanda

Aprono la prima semifinale letteralmente col botto. Gli Euroband nascono in Islanda come cover band di pezzi eurovisivi. Partecipano alla selezione nazionale con un pezzo scritto dall’idolo di casa Páll Óskar (celebre la sua esibizione molto controversial ad Eurovision 1997). Il pezzo è forte ed il duetto ben studiato. Frutterà loro un dignitosissimo quattordicesimo posto (ed innumerevoli partecipazioni come coristi nelle edizioni successive).

Portogallo

Dopo svariati tentativi, finalmente il Portogallo approda in finale. Per farlo unisce un compositore croato ed una interprete lusitana. Il connubio è sicuramente d’effetto e Vania Fernandes interpreta magistralmente il dramma di una donna che perde il suo uomo in mare.

Lettonia

Il momento carnevale e un po’ cartone animato. L’italiano Roberto Meloni, famoso in Lettonia e che già aveva partecipato con un pezzo in italiano nel 2007, mette insieme un gruppo di scappati di casa cantanti lettoni e gioca a fare i pirati. La canzone è da villaggio vacanze, e con tutta sincerità ci sarebbe da augurarsi che la rimanga.

Armenia

Un mix tra musica tradizionale armena e sound moderno. Un vestito tutto frangia eleganza extravaganza ed un movimento di bacino da fare invidia a Marisa Laurito. Sirusho ci serve un numero fatto benissimo e raggiunge il miglior risultato armeno fino ad ora (insieme al quarto posto del 2014).

Grecia

Continua la striscia vincente ellenica. Pescano Kalomira dagli Stati Uniti (e nelle interviste ci stordisce con una vocina nasale da cartone animato) e le mettono in piedi uno show tra JLo e Broadway, un po’ rap e un po’ bouzouki. Lei fa tutto in modo perfetto, tanto da portarsi a casa la vittoria nella prima semifinale. Un terzo posto di tutto rispetto vista la concorrenza agguerrita sul podio 2008.

Ucraina

Prima inquadratura sul palco e già possiamo urlare: TREMENDO! 4 teche illuminate che contengono i ballerini, Ani Lorak con un vestito di Cavalli tutto tempestato di Swarovski. Un pezzo bomba scritto manco a farlo apposta da Kirkorov. Ogni mossa è studiata al dettaglio e lo show è semplicemente travolgente. Ani Lorak si catapulterà sulla scena russa come una vera superstar. E si farà notare anche da Raffaella Carrà che la vorrà ospite a Carramba in autunno.

Russia

Dima Bilan ci aveva già provato ad Atene e ci era andato molto vicino. I russi si sà non vanno ad Eurovision per partecipare, ma per vincere. E ogni trovata è lecita per portare a casa la coppa di cristallo. Anche costruire una pista da pattinaggio grande come un francobollo, metterci sopra il campione olimpico Evgueni Plushenko e farlo piroettare come un siluro. E per non farci mancare nulla anche il violinista ungherese Edvin Marton (che suona il violino in playback!). Un po’ too much su questa canzone prodotta da Timbaland? No perchè si può fare di peggio tipo un acuto alla Michael Jackson e una camicia aperta a fine canzone che evidenzia una totale assenza di mutande del cantante. Perchè in Russia la classe non è vodka.

E se pensate che l’esibizione di Dima Bilan sia too much, non avete ancora visto cosa la tv russa ha realizzato nel 2009 a Mosca.

Stay tuned! A settimana prossima