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La scorsa settimana abbiamo parlato dell’edizione di Riga 2003, vinta da Sertab Erener con la sua “Everyway that I can”. Ci spostiamo dunque ad Istanbul per l’edizione 2004 dell’Eurovision Song Contest.

E sarà proprio Sertab ad aprire le danze alla Abdi Ipekci Arena. In senso letterale. Ci ripropone la sua coreografia vincente ma regalandoci la gioia di ballerini aitanti, turchi e molto desnudi. Raddoppierà con il suo nuovo singolo “Leave” (Ask, in turco) accompagnata da tradizionali Dervisci dell’Anatolia.

Il tema di quest’edizione è “Under the same sky”, che chiaramente sposava la politica europeista e moderna della Turchia nel 2004.

È anche l’edizione di una prima volta: l’introduzione di una semifinale per permettere a tutti i paesi interessati di partecipare. Ed infatti a partecipare saranno ben 36 paesi. Tutti avranno diritto di votare sia la semifinale che la finale, anche se non ci saranno obblighi.

Ammesse alla finale sono le cosiddette Big4 (Francia, Germania, UK e Spagna), ovvero i paesi principali finanziatori dell’EBU, e i primi 10 classificati del 2013. Tutte le altre passano per le purghe della semifinale. Per la prima volta partecipano Andorra, Albania, Bielorussia e Serbia&Montenegro. Torna dopo 25 anni di assenza il principato di Monaco.

Come fatto settimana scorsa, vi segnalo qualche esibizione pazzeska.

Monaco

Maryon (Gargiulo, parente di Cettina?) con i suoi sedici anni ed una canzone pop sul bisogno di proteggere il pianeta ed il mar Mediterraneo precede di 15 anni Greta Thunberg! La scelta della Francia di non trasmettere la semifinale penalizza Monaco, ma ecco insomma avrebbe avuto bisogno di un miracolo per passare in finale.

Belgio

Nella selezione fiamminga si scontrano cantanti in gran voga (seconda arriverà Natalia, vera star belga osannata da tutti i gay fiamminghi). La spunta Xandee con la sua “1 Life”. Si presenta ad Istanbul come una delle favorite e porta a casa solo 7 punti ed un misero ventiduesimo posto.

Austria

Canzone debolissima, eppure la sfangano meglio di Xandee. Questo gruppo di scappati di casa ragazzi austriaci vanno premiati solo per il coraggio di cantare una cosa oscena in tedesco credendosela Backstreet Boys. Da notare anche il loro outfit frutto di una ricerca raffazzonata di capi d’abbigliamento nei cestoni dei saldi di Primark. Però amiamo molto che abbiano portato bene in vista il logo del Life Ball.

Romania

Vincitrice incontrastata del Barbara Dex Award, Sanda si presenta sul palco in lingerie. La canzone è una accozzaglia di qualunque cosa ma noi siamo ipnotizzati da pizzi e merletti. E quella pettinatura che urla Ivana Spagna ed Easy Lady.

Malta

Siamo davanti ad una delle esibizioni più divisive della serata. Una canzone fatta sostanzialmente con una base del CantaTù, interpretata con la stessa convinzione e verve di un complesso per un matrimonio pugliese. O anche un qualunque pomeriggio di Antenna3 e “Festa in Piazza”.

Bosnia

Momento Club 96: Deen con un giro vita invidiabilissimo (taglia 14??) ancheggia con le sue BFF e fa muovere un po’ tutti. Adoriamo molto questo tripudio di fucsia e rosa pastello. È tutto talmente pazzesco che rimaniamo basiti dal fatto che sia arrivato solo nono. (Deen tornerà di nuovo ad Eurovision con un battaglione di altri cantanti bosniaci nel 2016, mancando la qualificazione alla finale. Facciamo notare come in 12 anni sia passato da skinny twink a bear.)

Svezia

Ho già detto che negli anni 2000 la Svezia è stata una macchina da guerra, capace di piazzarsi quasi sempre in top10. Non fa eccezione il 2004 quando dal Melodifestivalen emerge una star svedese del calibro di Lena Philipsson. Vince in un mini abito fucsia (evidentemente il colore dell’anno 2004!!!) amoreggiando con l’asta del microfono. La sua “Det Gör Ont” viene tradotta in “It hurts”. Si mangia tutti sul palco, ma alla fine sarà solo un quinto posto per la Svezia.

Grecia

Prove generali di vittoria in casa Grecia. Ci credono e spediscono il loro bellone, il Ricky Martin ellenico. Sakis Rouvas con una canzone latin-tzatziki e un fisico mozzafiato ci fa rimanere tutti a bocca aperta. Sia lui che le ballerine si accorgono dell’inutilità di quelle giacche bianche e con un colpo di scena se ne sbarazzano. Urlo ancora oggi dal 2004, non mi sono ripreso.

Serbia e Montenegro

Serbia e Montenegro fanno il loro debutto ad Eurovision Song Contest dopo il dissolvimento dell’allora Yugoslavia. E fanno subito sul serio. Mandano infatti un nome conosciutissimo nel panorama balcanico: Zeljko Joksimovic. Lui non tradisce le aspettative e con la sua ballata balcanica si porta a casa la semifinale, arrivano poi in finale secondo a soli 17 punti dalla vittoria.

Ucraina

La vittoria che non ti aspetti. Ruslana mette insieme un numero etnico ma anche un po’ Xena La Regina Guerriera. Con sole 3 parole in inglese riesce a riempire 3 minuti. Canzone che a distanza di anni io continuo a trovare poco interessante e monotona, ma innegabile che lo show messo in piedi le sia servito per portare a casa la prima vittoria per l’Ucraina (con buona pace della Russia che invece tanto avrebbe voluto, vicini-nemici in tempi ancora non sospetti).

Ci vediamo settimana prossima a Kiev 2005 per raccontarvi cos’è successo.