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Con la vittoria di quella pazza scatenata di Ruslana ad Istanbul, il carrozzone dell’Eurovision Song Contest nel 2005 sbarca in Ucraina, e per la precisione a Kiev.

L’edizione ucraina ha un significato estremamente importante per il governo filo-europeo di Kiev: da un lato migliorare l’immagine turistica della città, dall’altra avvicinare sempre più il paese all’Unione Europea. Ed il messaggio “Awakening” scelto per la manifestazione va esattamente in questo senso.

Ruslana fa gli onori di casa. Apre il contest con la sua nuova canzone “Heart on fire”, di nuovo 3 righe di testo ripetute all’infinito. Impreziosite da un lanciafiamme 🙄

Questa edizione vede il ritorno dell’Ungheria ed il debutto di Bulgaria e Moldavia. E curiosamente (ma fino ad un certo punto) i famosi Big4 (Francia, UK, Germania e Spagna) arrivano nelle ultime 4 posizioni della classifica.

Avrebbe dovuto partecipare per la prima volta anche il Libano. La sua rappresentate Aline Lahoud (già famosa per aver partecipato ad un talent francese) e la canzone Quand tout s’enfuit sono pronte, ma visti i rapporti di pessimo vicinato con Israele non si combina nulla. (per la cronaca c’è un veto reciproco e quindi l’EBU non volendo mettere alla porta Israele, automaticamente esclude il Libano, chiaramente non avrebbero avuto problemi a far partecipare entrambi i paesi ma la questione deve essere risolta tra loro e non da un ente televisivo “terzo”)

Sarà l’ultima edizione in cui i paesi partecipanti annunceranno i voti con il sistema 1-12 punti. Vista la liturgia infinita che porta il programma a durare 3 ore e mezza, l’EBU deciderà successivamente di concentrarsi solo sulla top 3 letta dai vari spokespersons nazionali.

Ma arriviamo come sempre alle esibizioni più remarkable di questa edizione.

Austria

Si può unire musica cubana e lo yodel? A quanto pare si. Una tirolese che canta in spagnolo e un trombettista (BRAVO) che gorgheggia. Pazzésko! Ma non basterà per centrare la finale.

Bielorussia

La Bielorussia punta tutto su una superstar sovietica. Già Miss Bielorussia e poi Miss URSS, famosa come cantante in un gruppo e come solista. Il biglietto da visita è fortissimo. Le sue doti vocali, ecco, un po’ meno. Quello che mi fa impazzire ogni volta è l’accozzaglia di stili diversi nei suoi ben 3 outfits, i ballerini con camicie e giacche piene di balze e i suoi gioielli talmente patacche che facilmente li avrà trovati in un uovo di Pasqua. Bocciata e addio finale.

Cipro

Terzo tentativo per Constantinos Christoforou. La scelta questa volta cade sul filone Sakis Rouvas ma lui risulta meno convincente nonostante un continuo gioco di specchi e un alquanto equivoco movimento di mazze da majorettes! Possiamo però assegnargli un premio speciale per un girovita di 15cm, invidia pura.

Bosnia

Loro per me rimangono le vincitrici morali dell’edizione 2005. Tre ragazze bellissime/Tre sorelle furbissime vestite di rosa confetto, tutte carine e simpatiche, ma in realtà maialone come noi. Il centro della loro “Call me” è la strofa “Call me, every time if you’re feeling lonely”. Un inno alle booty calls! MITICHE!

Ungheria

Ritorno graditissimo ad Eurovision quello dell’Ungheria. Se la sentono anche un po’ matti e portano un pezzo in ungherese a base di piffero e violino con una danza un po’ etnica e molto ipnotica. E la bellezza della cantante Szilvia è disarmante. L’unico elemento che stona è questo pantalone asimmetrico di cui veramente non capiamo l’utilità.

Moldavia

Per il suo debutto eurovisivo la Moldavia fa sul serio e manda la sua band punk più conosciuta (e con un seguito notevole in tutto l’est Europeo, gli Zdob Si Zdub. La loro “Boonika Bate Toba” (la nonna suona il tamburo) è impreziosita proprio dalla loro Boonika che suona il tamburo. Questo elemento rimarrà talmente iconico da essere citato all’infinito in diverse edizioni successive di Eurovision Song Contest.

Israele

Come già citato in precedenza Israele ha di fatto bloccato la prima partecipazione del Libano, ma si fa perdonare con una ballatona da donnammerda STREPITOSA. Personalmente uno dei migliori pezzi israeliani di sempre. E non dilungo nemmeno troppo su un abito e un trucco e parrucco perfetti. Quel quarto posto sta davvero strettissimo alla Mariah israeliana.

Romania

Arriviamo al capitolo riciclaggio e raccolta differenziata. La Romania si presenta con il gruppo Sistem che suona con materiali di recupero ed industriali: frese, trapani, bidoni. E con una cantante che chiaramente si è fatta il parrucco mettendo le dita nella presa. Il risultato è comunque di effetto e basta per il terzo posto.

Malta

Ancora una volta Malta va vicino alla vittoria ma per un soffio (38 punti) deve accontentarsi del secondo posto. Viene chiamata di nuovo Chiara Siracusa, già terza nel 1998. La sua ballata alla Céline Dion ha sicuramente le carte in regola, ma non basta.

Grecia

Un gradito ritorno quello di Helena Paparizou, già derubata nella vittoria nel 2001. Con il suo bagaglio musicale e professionale ellenico-svedese si prenota già da settimane prima dell’Eurovision Song Contest come la vincitrice. E davvero non c’è storia. Immagine mozzafiato, ballerini BRAVISSIMI, mosse studiate al dettaglio. You are my number one è una vincitrice meritatissima.

Ci vediamo settimana prossima ad Atene! τα λέμε την επόμενη εβδομάδα!