Eurovision

Ucraina: un percorso formidabile all’Eurovision

Oggi 24 agosto si celebra il giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina. Nel 1991 in questo giorno infatti viene pronunciata la dichiarazione d’Indipendenza della Repubblica Ucraina rispetto all’ormai dissolta Unione Sovietica.

Noi, facendo un viaggio indietro nel nostro rullino fotografico, siamo tornati proprio alla piazza dell’Indipendenza (Maidan Nezalezhnosti) di Kiev dove abbiamo deciso di fare un tributo alla storia eurovisiva dell’Ucraina.

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Il Debutto

L’apparizione dell’Ucraina all’Eurovision Song Contest avviene nel 2003. Come prima partecipazione, la repubblica ex-sovietica si affida ad un autore israeliano acclamato: Svika Pick. Sua infatti è la firma della vittoria israeliana del 1998 con Dana International e la sua Diva.

Debuttare con Hasta la vista è un po’ ironic, non trovate?

15 partecipazioni sempre in finale

Se la prima partecipazione ha fruttato all’Ucraina un 14simo posto, la progressione della giovane Repubblica è stata davvero impressionante. Su 15 partecipazioni non ha MAI fallito la qualificazione in finale e si è piazzata ben 9 volte in top 10.

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E chiaramente si è portata a casa anche ben due vittorie, due secondi posti ed un terzo posto.

Ukrainian women do it better

Facendo un po’ di mera statistica tra le 15 partecipazioni ucraine, spicca come a farla da padrone siano state le donne.

Ben 10 sono state le presenze femminili sul palco di Eurovision. 4 uomini (o gruppi maschili) e una drag queen.

La sobrietà prima di tutto

La chiave vincente dell’Ucraina all’Eurovision Song Contest può sicuramente far riferimento a delle performance over the top.

Balli etnici, giganti, fuoco, fiamme, drag queens, ogni trovata scenica è finita sul palco. L’Elemento che però si è ripetuto più volte ed è rimasto nel cuore dei fan è sicuramente la ruota del criceto. Non solo nel 2014 con Mariya Yaremchuk, ma già nel 2009 con Svetlana Loboda.

La geopolitica e l’Eurovision

Molto spesso avrete sentito dire “fuori la politica dall’Eurovision”. È sicuramente utopico e quando parliamo di Ucraina è praticamente impossibile.

A distanza di due anni ancora circola con insistenza il video e meme di Jamala che fa la domanda scomoda a Maruv: Crimea is Ukraine?

Non è stata certamente questa domanda il primo caso in cui Ucraina e politica si sono incontrate sul palco.

Ovviamente la stessa Jamala con la sua 1944 parla della deportazione in Siberia dei tatari della Crimea fatta dal regime sovietico di Stalin.

L’altra vincitrice ucraina Ruslana è stata ospite del Parlamento Europeo in qualità di difensore dei diritti civili per aver parteggiato durante la rivoluzione arancione del 2004. È stata membro del parlamento dal 2006 al 2007 e si è nuovamente spesa per il movimento ucraino pro EU nel 2013.

E nell’ospitare Eurovision nel 2005, l’Ucraina ha ancora una volta mostrato al mondo la sua anima europeista. Il gruppo dei Greenjolly ha portato sul palco Razom Nas Bahato, canzone con cui ha ufficialmente supportato la campagna presidenziale di Viktor Yushchenko e la rivoluzione arancione (colore dominante anche nell’esibizione).