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Foto: AWS

Ungheria: il nostro saluto a Örs Siklósi

La band degli AWS, con Örs Siklósi al centro | Foto: AWS

Giunta poco fa, come un fulmine a ciel sereno, la notizia della scomparsa di Örs Siklósi. Il frontman della band AWS (che partecipò all’Eurovision Song Contest 2018 per l’Ungheria) si è spento stamane, dopo aver purtroppo perso la sua battaglia con la leucemia.

Io, e tutta la redazione di Eurovision IN vogliamo ricordarlo proprio in quella sua avventura in terra portoghese con una sorta di lettera aperta, direttamente indirizzata a lui.

La mia lettera aperta a te, Örs

Ricordo come fosse ieri della mia spasmodica attesa per la vostra esibizione. Nonostante non foste tra i favoriti per la vittoria finale, io ero lì, all’Altice Arena di Lisbona, pronto ad esplodere di adrenalina, travolto dall’energia e dalle fiamme sprigionate tanto dalla vostra musica, quanto dalla coreografia che avevate deciso di portare sul palco.

Alle prime note di Viszlát nyár sentii da subito delle fortissime vibrazioni dentro di me, capaci di farmi urlare le parole del brano dalla prima all’ultima, pur senza capirne una, né tantomeno emanarle con la pronuncia corretta. Ma non è forse questa la musica? Non era forse questo il vostro obbiettivo su quel palco?

Ricordo nitidamente tu che correvi come un pazzo, come se non avessi più il controllo di te stesso, dominato dalla tua musica, posseduto dalla tua passione. Energico, esplosivo, incontenibile. Nessuno sarebbe stato capace di fermarti in quel momento, più che altro perché nessuno sentiva il bisogno di farlo. Al contrario eravamo tutti contagiati da te e dalla musica sprigionata da tutti i componenti della band, e volevamo non finisse mai. Durante quei tre minuti mi sentii libero come mai nella vita, e fu palese che non fu una sensazione solo mia, eravamo tutti contagiati dalle stesse emozioni. Alla fine dell’esibizione era come se fossi tornato in me stesso e avessi ripreso il controllo del mio corpo. Ammaliato, stregato e sorpreso da quelle sensazioni che mi avevano pervaso totalmente in quei tre frenetici minuti.

Oggi però sono triste. Sono triste nel pensare che quell’energia sia stata spenta, per sempre. E ti scrivo queste parole dal profondo del cuore, e non nascondo che un paio di lacrime hanno solcato spontaneamente il mio viso, e non solo il mio.

Che dirti Örs, se non un arrivederci? La parola “addio” non mi è mai piaciuta. E la morte è qualcosa di talmente triste e destabilizzante che voglio continuare a pensare che quella tua energia inarrestabile resterà per sempre con noi, con la tua musica, anzi con la vostra musica.

Giovanni Saracino per Eurovision IN

Così tutta la redazione di Eurovision IN vuole ricordarlo. Vi lasciamo proprio con quell’esibizione di Lisbona, che portò gli AWS alla ribalta eurovisiva, non che con la nostra intervista fatta loro lo scorso anno, un mese prima della diagnosi.