We are Unity and we are Unstoppable! | I migliori momenti LGBT+ visti all’Eurovision

Come sito, abbiamo sempre cercato di mettere in luce il tema LGBTIQ+ e il forte legame tra la comunità e l’Eurovision con i nostri articoli, interviste ecc.

Per celebrare questo mese, abbiamo pensato di creare una raccolta dei momenti LGBTIQ+ visti nella storia del contest (spoiler: molti vengono proprio dall’ultima edizione!)

Wave your flag!

Durante lo scorso Eurovision 2021 a Rotterdam, abbiamo assistito a due momenti, forse passati inosservati ai più, ma molto significativi.

Durante i collegamenti da remoto dal proprio Hotel, Hulda del gruppo islandese Daði og Gagnamagnið ha sventolato e indossato la bandiera pansessuale. Un bel messaggio e un bel momento che abbiamo tutti molto apprezzato!


Sempre da remoto, abbiamo assistito alla bandiera trans sventolata alle spalle di Montaigne, durante i collegamenti con Rotterdam nella semifinale del 18 maggio. Sappiamo che Montaigne è dichiaratamente bisessuale ed ha sempre avuto a cuore le tematiche LGBTIQ+ (in particolare Queer), che sostiene con fervore ad ogni manifestazione e/o occasione utile per ribadire i diritti di questa comunità.

La Regina Nikkie

Un’importante svolta quest’anno per l’Eurovision è stata quella di proporre la Make Up artist e YouTuber Nikkie Tutorials come presentatrice, prima donna trans a ricoprire questo ruolo. A nostro parere Nikkie ha svolto il suo ruolo in modo egregio e le sue rubriche “LookLab” con gli artisti partecipanti (e non solo) sono stati molto apprezzati dai fan. Una grande svolta per l’Eurovision, che come sempre si rivela avanti coi tempi e pronto ad abbattere ogni tipo di barriera.

Vi lasciamo un video molto toccante e importante dove Nikkie rivela per la prima volta ai suoi milioni di followers su YouTube di essere transgender. Un’applauso di ammirazione si leva fragoroso dalla redazione! Brava Nikkie!


L’iconico discorso di Conchita

E chi se lo scorda! Quello di Conchita è stato il momento più alto per l’intera comunità LGBTIQ+. Un personaggio Drag, un uomo omosessuale che sovverte completamente la distinzione tra uomo e donna e vince (anche con un certo clamore) l’Eurovision Song Contest, dando uno schiaffo a tutti i bigotti e haters d’Europa. Il suo discorso non è soltanto per le persone LGBT+, ma a chiunque dubita di se stesso e crede di non farcela, rimarcando fermamente che si può vivere assieme ed in pace senza lasciare che le proprie differenza creino odio o indifferenza tra le persone.


Dana la Diva

Negli annali della storia LGBT+ all’Eurovision c’è sicuramente la vittoria di Dana International del 1998. Minacce di morte e proteste contro la sua candidatura, non hanno fermato la prima donna trans a partecipare ed a vincere il Contest con una canzone diventata un vero e proprio inno per l’intera comunità. Con questa canzone, inutile negarlo, ci sentiamo tutte delle DIVE!


Il bacio all’italiana

Nonostante i MÃ¥neskin avessero già abbattuto con la loro partecipazione moltissime barriere, portando sul palco delle personalità aperte, controcorrente e fluide, Damiano e Thomas hanno voluto rimarcare ulteriormente la loro natura sovversiva. Durante l’esibizione finale dopo la vittoria, i due ragazzi si sono scambiati un bacio sulle labbra. Diamo atto a loro della volontà di normalizzare certi atteggiamenti ed abbattere stupidi stereotipi e preconcetti che non devono assolutamente etichettare una persona (ed eventualmente emarginarla), in quanto la nostra sessualità o il nostro modo di vivere la sessualità non devono assolutamente definire ciò che siamo.


We’re together in this!

Nel 2018 l’irlandese Ryan O’Shaughnessy ha portato sul palco una bellissima e romantica ballad. Ma oltre alla canzone molto gradevole, fu lo staging in particolare a far levare un boato dal pubblico ed a lasciare un segno nella storia. All’improvviso a raggiungere Ryan sullo stage ci sono due ballerini che si tengono mano nella mano e danzano teneramente sulle note della canzone. Purtroppo alcuni non apprezzarono il momento poetico, come la Cina che non trasmise l’esibizione, di fatto censurandola.

La canzone si qualificò meritatamente, classificandosi al 16° posto in finale. Ancora oggi una delle migliori esibizione dell’Irlanda e di diritto tra i migliori momenti LGBT visti all’Eurovision!


Kiss me, Baby!

E che baci!

Molti paesi hanno portato sul palco tanto “Ammore”, con baci mozzafiato che celebravano l’amore etero e omosessuale!

La prima che ci viene in mente è il bacio di Krista Siegfrids durante la sua esibizione nel 2013 con “Marry Me”, dove al termine della canzone bacia come da rituale la sua “sposa”.


E poi, come dimenticare le Kiss-Cam viste a Vienna nel 2015 e a Tel Aviv nel 2019. Un vero e proprio tripudio dell’amore, dove possiamo vedere baci tra persone dello stesso stesso, di diversa età o etnia.



Non uno, non due, ma ben tre baci per l’esibizione della Lituania del 2015. Oltre al bacio della coppia Monika e Vaidas, sullo sfondo anche un bacio tra una coppia di uomini ed una di donne. Come a sottolineare come l’amore sia semplicemente amore, bello e puro in ogni sua forma.


Un bacio di cui molti non ricordano è quello di Israele all’Eurovision del 2000. In una performance che definire cringe è poco, nel più completo caos dell’esibizione israeliana i due coristi si baciano nel mezzo del palco ad inizio esibizione.


Quando dirlo è tabù… o forse non più!

Purtroppo dichiararsi apertamente non è sempre facile. Molti lo hanno fatto dopo la loro vittoria all’Eurovision, come Marija Å erifović, Duncan Laurence, Izhar Cohen, Katrina dei Katrina and The Waves o Loreen, che si sono dichiarati omosessuali o bisessuali dopo aver vinto il Contest. Oppure tornando indietro di molti anni, precisamente nel 1961, ci troviamo di fronte ad un caso di vittoria di un cantante gay non dichiarato (Jean-Claude Pascal) e di una canzone vincitrice, che solo in seguito il cantante confesserà essere la storia d’amore tra due persone omosessuali. Questo ci fa anche pensare a come le due tematiche, LGBT+ ed Eurovision, siano indissolubilmente unite sin dall’inizio della storia del Contest…


Al contrario, per fortuna, molti partecipanti di quest’anno hanno dichiarato con orgoglio il loro orientamento sessuale, rendendolo noto sui social tramite foto e tenere dediche. Tra questi troviamo Jeangu Macrooy, Jendrik, Vasil, Lesley Roy, Montaigne o Victoria dei MÃ¥neskin. Come a sottolineare che i tempi stanno cambiando, e che è il momento di abbattere certi stupidi pregiudizi


La prima volta…

Ma quando si è iniziato a scardinare il sistema e a far emergere sempre più la tematica LGBT all’Eurovision? Come in tutte le correnti storiche, c’è sempre un momento spartiacque che delinea il prima e il dopo. All’Eurovision questo momento c’è stato nel 1997, quando il cantante islandese Paul Oscar gareggiò dopo aver dichiarato apertamente la propria omosessualità, diventando di fatto il primo partecipante dichiaratamente gay a partecipare all’Eurovision.


Un’altra “prima volta” c’è stata nel 2002, con la partecipazione slovena del trio Sestre, prime Drag Queen a calcare il palco dell’Eurovision. Inutile dire che la loro presenza nel contest scatenò polemiche anti-LGBT tutta Europa, ma nonostante tutto sono considerate oggi delle vere e proprie pioniere.


E per finire in bellezza…

Per finire in bellezza questo articolo-raccolta dei momenti più belli per la comunità LGBTIQ+.
ecco l’iconico ed indimenticabile Interval Act del 2013 dove Petra Mede celebra un matrimonio tra due uomini, rimarcando i valori dell’Eurovision: qui omofobi e razzisti non sono graditi! 🙂


Qual’è il vostro momento LGBT+ preferito visto all’Eurovision? Fatecelo sapere con un commento sui social! Happy Pride Month! ❤️🧡💛💚💙💜🤎🖤🤍

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